• Daniela Savini è capace di mettere in campo nelle sue opere tutte queste domande ponendo l’uomo nudo di fronte a se stesso e al suo difficile percorso di vita. E’ una giovane testimone del suo tempo, un’età in cui sono poche le certezze, molti gli interrogativi e rare le risposte.   R. Fiorini

  • Il tuo lavoro ha una contemporaneità che richiama non visioni storiche o analisi critiche, ma una lettura neuroscientifica con neuroni specchio dalla velocità di approccio superiore ai tempi di una estetica tradizionale. I lavori interessanti che ho visto non hanno rilevanza storica, non seguono una logica deduttiva, ma hanno un carattere fenomenico mediato dalla coscienza. É tutta un'altra storia!  Nerio Rosa
  • Incisione. Dedicata e appassionata ad argomenti e settori così importanti, preziosi. In un tempo così dinamico che tutto consuma e divora, il tuo occhio attento consegna, e custodisce, la memoria di luoghi e di simboli, di un altrove che sembra diventare lontano, e di cui ne sigilli invece il valore e la ragione del sempre. D. Giaco
  • Savini, che è pittrice per eccellenza della più grande crisi d’identità che abbia mai afflitto i due sessi come nell’epoca attuale; tratteggia la sua visione di un mondo che riflette la crisi dell’uomo e della donna, non più in sintonia con i valori della tradizione e nel contempo non completamente sicuri dei nuovi valori che li vedono cambiati, ma ancora non in possesso della loro nuova identità come questa si prospetta nel giungere dei tempi nuovi.  R. Mascialino

  • Artista dall’attualissima e per certi versi anche audace visione del mondo. I suoi dipinti riflettono una visione del mondo articolata e profonda, ricca di fini risvolti simbolici.  Importante tra le ulteriori prospettive artistiche presenti nella sua produzione sono la sua visione sia dell’uomo attuale la cui crisi di valori identitari essa esprime nelle sue tele raffigurando un uomo non più sicuro di sé come un tempo, sia della donna attuale che acquisisce anch’essa nell’opera della Savini  tratti psicologici non più totalmente in linea con il suo passato tradizionale.  R. Mascialino

Recensione -testo della personale Figure: L'uomo alla ricerca della sua identità, 2011

Biblioteca Comunale -Affi e la Galleria Il Sagittario Mantova 2011

"Figure. Opere pittoriche che raffigurano persone, a volte con tratti ritrattistici ripetitivi, incomplete o solo sue parti, che sono presenti ma che si devono ancora manifestare."

Daniela Savini è un autore contemporaneo forse "fuori dal tempo", incondizionato ed incondizionabile dai mutamenti del gusto e delle tendenze che oggi viaggiano veloci, troppo veloci per chi, come lei, vuole trasferire sulla tela i suoi pensieri e riflessioni esistenziali come ha fatto in passato quali: "Il viaggio dell'uomo - la famiglia - il corpo come involucro a tempo - solitudini ".

Ed ora continua il suo percorso artistico proponendo al pubblico presso la sala della Biblioteca Comunale di Affi, con e grazie al patrocinio del Comune di Affi, parte dei suoi ultimi lavori raggruppati sotto il titolo "Figure": l'uomo in genere alla ricerca della sua identità. Essa rimane fedele al filone del realismo esistenziale figurativo del dopoguerra in poi rivolgendo uno sguardo particolare ad uno dei suoi interpreti Alberto Sughi e ad un'altro grande artista contemporaneo l'artista bosniaco Safet Zec.

Le sue immagini vogliono rappresentare il disagio delle giovani generazioni (il proprio disagio) che stanno vivendo in un periodo di forte crisi economica (per certi versi simile a quella vissuta dai loro genitori negli anni '70), diventata sistematica tanto da toccare e minare la sfera sociale e culturale proprio per la mancanza di potere economico e decisionale.

Opere che raffigurano persone, a volte con tratti ritrattistici ripetitivi, incomplete o solo sue parti, direi sottintese cioè che ci sono ma che si devono ancora manifestare - realizzare, sono lì sulla tela dietro il grigio di torpore, come nel -non finito michelangiolesco- o in una frase dove il soggetto è sottinteso. E' come se l'occhio dell'osservatore non riuscisse a cogliere il tutto ma solo alcune parti più evidenti più nitide, riflesso di una umanità frammentaria e di una identità negata, messa a dura prova e da cui deriverebbe una solitudine d'animo. Nonostante ciò le sue tele esprimono determinazione desiderio fierezza ed allo steso tempo gentilezza d'animo come la cima di una montagna, sostantivi a cui l'artista stessa fa propri per poter realizzare il suo destino.

A riguardo riporto una frase significativa di Sabina Guzzanti sull'identità: "Cosa ci rende unici non è né la condizione di nascita né lo stato sociale né quello che comunemente si ritiene sia il sapere. L' identità è data dal coraggio di essere quello che si è e dal rispetto profondo per la propria vita e dal giusto valore che le diamo. E allo stesso tempo l'identità è l'unica vera fonte di potere degli esseri umani. Solo se si ha un'identità si può cambiare il mondo, apprezzare la vita, capire cos'è." Ancora una volta le opere di Daniela Savini non vogliono solo dilettare il visitatore ma vogliono spingerlo a riflettere e porgergli la propria visione della realtà, il proprio pensiero con una pittura semplice e tecnicamente ineccepibile.