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L'Archivio Inciso - Daniela Savini

dal 14 maggio a­ 4 giugno 2016, Archivio di Stato, Sacrestia della Santissima Trinità, via Dottrina Cristiana, 4, Mantova,
Gode del patrocinio del Comune di Mantova e Mibact Archivio di Stato.

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www.savinidaniela.it


E' una mostra progettata pensata e realizzata come omaggio per l'Archivio di Stato, le motivazioni che mi hanno spinto a realizzare questa mostra sono strettamente personali. Sin dalla fine della Scuola di Archivistica, ho sentito di avere un debito di riconoscenza per questo ente e per il personale, per l'importanza che ha avuto nel processo di maturazione e decisione definitiva della mia scelta di vita. Sono passati diversi anni, ho atteso di avere le capacità tecniche e non solo, per poter realizzare un progetto organico come quello qui presentato, consono e all'altezza del luogo stupendo che qui raffiguro. La decisione e l'idea che fosse arrivato il momento giusto mi è venuta l'anno passato durante la mostra di incisione "Digitale e la puntasecca" in cui cercavo gli elementi pittorici della puntasecca. Nel luglio passato feci le foto all'interno dell'archivio giudiziario e da cui sono state tratte le incisioni. Foto che sono state esposte in anteprima, dal 16 marzo fino al 16 aprile 2016, quì in Sacrestia con il titolo "Ispirata dagli archivi". Lavoro che vede ora la sua fase conclusiva. Pensato come un viaggio virtuale che attraverso le incisioni conduce l'osservatore a conoscere i depositi ottocenteschi -dall'esterno su via Ardigò al suo interno fin dentro gli scaffali - e nello stesso tempo un viaggio semantico nella parola archivio, archivio come edificio - archivio come locale e come complesso documentario.

This exhibition is designed and realized as a tribute to the State Archives, the reasons that led me to realize this exhibition are strictly personal. Since the end of Archival School, I felt having a debt of gratitude for this institution and for the staff, for the importance it has had in the process of maturation and final decision of my life choice. Several years have passed, I´ve waited to develop the technical capabilities and more, in order to achieve a comprehensive project such as the one presented here, appropriate and up to the beautiful place in which we find right now and that I have here represented. In July, inside the judiciary archive, I snapped the pictures from which the engravings were drawn. Pictures that were exhibited in a preview, from March 16th until April 16th, 2016, here in the sacristy with the title "Inspired by the archives." Work that now sees its final phase.
Conceived as a virtual journey that through the incisions leads the observer to know the nineteenth century´s deposits –from the outside in Via Ardigò towards the inside till into the shelves - and at the same time a semantic journey in the word archive, archive intended as building - as premises and as a documentary ensemble.

Questo progetto è composto da 26 incisioni più una lastra in plexiglas solo incisa, fuori progetto una acquaforte su zinco dedicata al personale ed una tela ad olio.  

This project consists of 26 engravings plus a Plexiglas slab only engraved, an etching on zinc dedicated staff and an oil painting.

Catalogo- libro acquistabile sia on line che in tutte le librerie, riporta solo 24 incisioni con copertina.
book- purchasable both online and in all libraries, listing only 24 engravings with the cover
edito da Prinp­ Editoria d'Arte 2.0 con codice ISBN 978-88-99743-02-4  http://www.ibs.it/code/9788899743024//daniela-savini-archivio.html, con presentazione del Direttore Archivio di Stato Luisa Onesta Tamassia e testo critico di Guido Signorini;
ed un Libro d'Artista ideato e progettato da Daniela Savini e Guido Signorini Studio d’Arte GS e stampato dalla Tipografia Lendinarese Editrice snc in 23 esemplari,
su carta Modigliani Bianco da 120 gr. contiene tre incisioni

Followed by an Artist's Book, containing three incisions, conceived and designed by Daniela Savini and Guido Signorini Studio d’Arte GS and printed Tipografia Lendinarese Editrice snc in 23 specimens on 120 gr white Modigliani paper

Puntasecca

Tecnica diretta di incisione del metallo (di preferenza il rame), per mezzo di una punta acuminata d’acciaio, che si impugna come una matita.
La differenza nell’esito grafico tra l’incisione a bulino e la puntasecca, consiste nel fatto che in quest’ultima, le cosidette “barbe” (rialzi del metallo ai bordi del solco), non vengono eliminate come nel bulino
- ricordiamo che nella puntasecca lo strumento “sposta” il metallo mentre il bulino lo asporta - permettendo così di trattenere l’inchiostro, generando sul foglio, quei caratteristici aloni neri vellutati attorno ai segni.
La pressione esercitata dal torchio provoca un graduale schiacciamento delle barbe, e di conseguenza la perdita di quei valori chiaroscurali peculiari di questa tecnica pertanto le buone stampe non superano generalmente (se non si acciaia la lastra ) i venti esemplari.
Nella puntasecca su plexiglas, le barbe (inconsistenti) vengono eliminate come nel bulino, permettendo così di stampare un certo numero di esemplari.
Grandi interpreti della puntasecca furono tra gli altri: il “Maestro del Libro di Casa” (seconda metà del 1400), 1431, Andrea Mantegna, "l'Isola di Canturo" incisione calcografica a bulino e puntasecca, A. Dürer (1471-1528), A. Meldolla (lo Schiavone) (1520-1563), Rembrandt (1606-1669), E. Munch (1863-1944), O. Dix (1881-1969), M. Beckmann (1884-1950), E.L. Kirchner (1880-1938).

Drypoint

Direct technique of the metal etching (preferably copper), by means of a steel tip sharp, that is hold like a pencil.
The difference in the graphic outcome between the engraving by burin and by dry-point consists, in the latter, in the fact that the so-called "scraps" (metal rises at the edges of the groove), are not removed as happens with the use of burin.
We want to point out that in drypoint the tool "move" the metal while the burin removes it – therefore allowing to hold the ink, generating on the sheet, those characteristic velvety blacks halos around the signs.
The pressure applied by the press causes a gradual crushing of the metal scraps, and consequently the loss of those peculiar chiaroscuro features of this technique therefore the good prints generally do not exceed (if the slab is not duly treated with steeling process) twenty specimens.
In drypoint on Plexiglas, scraps (usually inconsistent) are removed as in the use of burin, allowing to print a much more considerable number of copies.
Great interpreters of drypoint were among others: the “Maestro del Libro di Casa” (second half of 1400), 1431, Andrea Mantegna, "l'Isola di Canturo" engraving intaglio with burin and drypoint, A. Dürer (1471-1528), A. Meldolla (lo Schiavone) (1520-1563), Rembrandt (1606-1669), E. Munch (1863-1944), O. Dix (1881-1969), M. Beckmann (1884-1950), E.L. Kirchner (1880-1938).

Testi critici:

E’ alquanto singolare che partendo da un progetto finalizzato a far conoscere l’archivio esternamente come edificio e internamente come struttura, contenitore di documenti, lo stesso divenga oggetto, contemporaneamente, di un’esposizione e di un libro d’artista.
Il viaggio virtuale di Daniela Savini, evidenziato da una serie di incisioni a puntasecca che formano “L’Archivio Inciso”, ci trasporta all’interno di una serie di lavori dove sensazioni ed emozioni si fondono giostrando attorno a quella che è la concezione tecnica e storica dell’archivistica, fino a esternarla attraverso una visibilità iconica che evidenzia una serie di immagini incise dove la luce, protagonista in primis, si fonde con il segno, traccia testimoniale di memorie scavate nel tempo. ...La luce è protagonista in tutte le lastre incise dalla Savini.  Amoreggia con il buio e la polvere, veste secoli di storia e accarezza file di documenti collocati in parata come giovani ufficiali, riflettendo su pavimenti e finestre angolari, creando scorci d’interno che ci riportano allo splendore di Veermer.
In alcuni fogli, il particolare diventa esplicativo dell’insieme. Si può trovare in esso lo stropicciamento della carta, l’individuazione delle lettere. I fogli fascicolati sono lì che sembrano scrutare il pavimento dall’alto, un pavimento zoomato che coglie il delicato segno delle acqueforti di Morandi.
In un’altra puntasecca, una finestra rappresentata in primo piano, sembra far parte essa stessa dell’archivio. Oltre troviamo la reticella di protezione, le grate, la luce che impavida tenta di entrare con la sua testimonianza. E poi le grandi visioni d’insieme dove giganteschi scaffali ammiccano perpendicolarmente a tavoli spogli. Qualche lampada, alcuni fogli sparsi, la solita luce che discreta assorbe la stanza.
Ci troviamo di fronte ad un progetto straordinario, sicuramente in divenire data la mole del materiale. Un lavoro eseguito con taglio innovativo, esteticamente pregevole, meticoloso e ricco di quella storicità visiva occorrente per calarsi all’interno di una realtà millenaria.[…]

Guido Signorini
Editore e Storico dell’arte

Daniela Savini, classe 1975, originaria di Teramo, da molti anni vive nel Mantovano con il marito e figli. Nell’ambito del suo percorso formativo ha incrociato la realtà dell’Archivio di Stato di Mantova a partire dal 2005.
Da funzionario della sala di studio la conobbi mentre era alle prese con la sua tesi di laurea, conseguita a Parma con il professor Arturo Calzona, sulla committenza della tribuna della Santissima Annunziata di Firenze, nel cuore del XV secolo: studentessa dai modi dolci e apparentemente remissivi, si è rivelata particolarmente tenace e determinata nel perseguire il proprio percorso di ricerca. Percorso che, come talvolta accade nelle persone più sensibili e dotate che frequentano la nostra sala di studio, si è trasformato in un viaggio di maturazione e crescita interiore.
Come lei stessa ci rivela, l’esperienza della ricerca storica, con il suo portato di scoperte, nuove letture ed al contempo inevitabili difficoltà, incomprensioni e frustrazioni, si è tramutato in un lavoro di scavo nel proprio io, alla ricerca di un sé temporaneamente smarrito.
La magia dell’archivio si è così nuovamente manifestata: ripercorrendo le vite e le sorti di altri individui, attraverso il mare delle carte solcate dalle scie lasciate dai pennini, è stato possibile sprofondare dolcemente nell’essenza del proprio essere, in un’esperienza liberatoria e vivificatrice.
Una sorta di percorso analitico autogestito, privo di controindicazioni, perché condotto dal ricercatore fino al punto in cui egli stesso vuole arrivare, con la possibilità di abbandonare il viaggio, o di fermarsi alla semplice ricostruzione storica dei fatti e dei personaggi indagati.  Salvo invece arrivare a scoprire le assonanze tra le azioni, le passioni, le motivazioni e i sentimenti di uomini e donne d’altri tempi con il proprio vissuto, in un processo scientifico e catartico al tempo stesso, di analisi e sintesi, ed infine di ricomposizione, per attingere alla parte più intima e sconosciuta del proprio essere.
Questo penso sia successo a Daniela, e questa la ragione del suo omaggio all’Archivio di Stato con la serie di incisioni ispirate alle immagini dei depositi storici. [...] 

Luisa Onesta Tamassia
Direttrice Archivio di Stato

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/Contenuti/MibacUnif/Eventi/visualizza_asset.html_524725980.html

http://www.archiviodistatomantova.beniculturali.it/index.php?it/21/modulo-news/72/larchivio-inciso

http://www.csart.it/index.html?pg=28&id=855&from=5&idPg=4&idn=1315&ida=855&addthis=#.VynT2ISyNBd.

http://www.studiodartegs.it/news/item/989-l-archivio-inciso-mostra-di-incisioni-di-daniela-savini.html

 
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interno002
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interno 004
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interno archivio giudiziario004
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interno con finestra cortile interno006
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interno finestra003
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interno piano terra005
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registri002
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registri006
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scaffale archivio
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sedia
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Facciata della SS. Trinità MN
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carte
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Scala a chiocciola
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Facciata Archivio via Ardigò
Facciata Archivio via Ardigò
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panoramica interno
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