• Savini, che è pittrice per eccellenza della più grande crisi d’identità che abbia mai afflitto i due sessi come nell’epoca attuale; tratteggia la sua visione di un mondo che riflette la crisi dell’uomo e della donna, non più in sintonia con i valori della tradizione e nel contempo non completamente sicuri dei nuovi valori che li vedono cambiati, ma ancora non in possesso della loro nuova identità come questa si prospetta nel giungere dei tempi nuovi.  R. Mascialino

  • Artista dall’attualissima e per certi versi anche audace visione del mondo. I suoi dipinti riflettono una visione del mondo articolata e profonda, ricca di fini risvolti simbolici.  Importante tra le ulteriori prospettive artistiche presenti nella sua produzione sono la sua visione sia dell’uomo attuale la cui crisi di valori identitari essa esprime nelle sue tele raffigurando un uomo non più sicuro di sé come un tempo, sia della donna attuale che acquisisce anch’essa nell’opera della Savini  tratti psicologici non più totalmente in linea con il suo passato tradizionale.  R. Mascialino

  • Incisione. Dedicata e appassionata ad argomenti e settori così importanti, preziosi. In un tempo così dinamico che tutto consuma e divora, il tuo occhio attento consegna, e custodisce, la memoria di luoghi e di simboli, di un altrove che sembra diventare lontano, e di cui ne sigilli invece il valore e la ragione del sempre. D. Giaco
  • Daniela Savini è capace di mettere in campo nelle sue opere tutte queste domande ponendo l’uomo nudo di fronte a se stesso e al suo difficile percorso di vita. E’ una giovane testimone del suo tempo, un’età in cui sono poche le certezze, molti gli interrogativi e rare le risposte.   R. Fiorini

  • Il tuo lavoro ha una contemporaneità che richiama non visioni storiche o analisi critiche, ma una lettura neuroscientifica con neuroni specchio dalla velocità di approccio superiore ai tempi di una estetica tradizionale. I lavori interessanti che ho visto non hanno rilevanza storica, non seguono una logica deduttiva, ma hanno un carattere fenomenico mediato dalla coscienza. É tutta un'altra storia!  Nerio Rosa

Recensione 2014 Dott.ssa Rita Mascialino

Presidente MEQRIMA -Rita Mascialino, Daniela Savini: Inquietudine, Nell’ombra, L’io fisico e il sé. II Mostra d’Arte del Premio Franz Kafka Italia ® IV Edizione 2014: www.franzkafkaitalia.it: Recensione.

Daniela Savini, pittrice, espone nella II Mostra d’Arte del Premio Franz Kafka Italia ® presso il Kulturni Center Lojze Bratuž di Gorizia tre tele ad olio: Inquietudine, Nell’ombra, L’io fisico e il sé. Nelle tre tele compaiono uomini e donne dell’epoca attuale come le fogge dimostrano, persone che tutte mostrano un motivo o l’altro di crisi sia nella presenza di un loro doppio sia comunque nell’espressione non lieta.

In Inquietudine troviamo uno splendido ritratto di donna, bella e disinibita nell’aspetto generale. I colori sono dati con pennellata prevalentemente liscia e nella parte inferiore al mezzo busto i giochi di luce che dissolvono la struttura evocano la presenza di acque in cui il corpo pare stazionare, un’acqua simbolica per lo stato d’animo di questa donna pur così moderna e sicura di sé nella postura. Una donna con l’acqua non alla gola, ma comunque non ancora o non in situazione di sicurezza. Gli occhi sono due fessure sotto una delle quali si intravede un cenno quasi invisibile di pupilla, mentre l’altro ne è privo, quasi fosse del tutto cieco e non potesse guardare e vedere. Dalla prima impressione di sicurezza dovuta alla postura emergono due caratteristiche che tolgono la capacità di agire autonomamente: la capacità visiva a metà o anche meno di metà, inoltre l’acqua in cui sta metaforicamente il corpo, una base del tutto infida, un po’ come la donna fosse in pericolo di farsi sopraffare dalle acque in cui staziona. Al collo, nello speciale contesto, la sciarpa nera costituisce un legame anch’essa, come un collare da cui la donna è trattenuta e che vorrebbe togliersi,quasi un ultimo resto di chador. Le due figure maschili in dissolvenza alle spalle, un mezzo volto non lieto e non giovanile che controlla la donna più che proteggerla, nonché la presenza a sinistra di pantaloni in cui la cintura, luogo del potere maschile, è raffigurata all’ingrandimento ed una gamba avanza come a costringere la donna, ad impedirle il passo libero, l’uscita dalle acque, dall’evanescenza, tutto ciò fa di questa tela una sintesi estetica delle difficoltà della donna nella storia e nell’attualità. Il dipinto Nell’ombra raffigura un mezzo busto di uomo nello stile della pittura classica padroneggiato magistralmente come disegno, prospettive e stesura dei colori da Daniela Savini: l’uomo è ritratto su sfondo bruno, privo di luce e solo sfumato ai margini, è vestito di una camicia tra il nero e il bruno, guarda lateralmente con intensi occhi scuri completamente aperti e raffigurati perfettamente, tiene le mani a dita intrecciate, giunte come in preghiera e come quando ci si vuole dare forza d’animo per superare le avversità. Lo sguardo non è lieto, quasi senza speranza se non fosse per l’intreccio delle mani che denotano tensine, volontà di raggruppare le forze per farcela. Un uomo che può guardare a tutto campo con occhi precisamente definiti, tuttavia in situazione di frustrazione come si evince dalla postura per così sì dire con le spalle al muro, nonché  anche dal fondo scuro con l’unica luce sul volto comunque in parte oscurato dalla barba, sulle mani in preghiera e avambracci, sulla piccola porzione di petto che si intravede nudo dalla camicia aperta, quasi sia un penitente, un uomo che si punisca per qualcosa, un uomo che debba pentirsi di qualcosa, comunque in desolazione. Dall’insieme si evince il sembiante di un uomo che si nasconde appunto nell’ombra come dal titolo di questa tela, che ha motivi di nascondersi e di essere in cerca di energie per fare fronte alla sua vita che evidentemente non scorre liscia né felice, un uomo che, pur diversamente dalla donna di Inquietudine e sebbene dotato di occhi per vedere e libertà di guardare ovunque, si imprigiona egli stesso e si pone alle corde. Un uomo in crisi psicologica, molto adatto a rappresentare l’uomo dell’epoca attuale in cui è per lui più difficile dominare come un tempo quando nessuno lo contrastava, quando la donna era sottomessa nella misura più totale, un uomo  incapace di prendere in mano la sua nuova situazione esistenziale e che pensa di avere perso il potere, visto che preferisce nascondersi al buio appunto per non farsi vedere, per non affrontare la realtà, gli altri. Nella tela L’io fisico e il sé Daniela Savini presenta l’uomo con la sua doppia effigie, un doppio che nell’immagine del sé ha metà volto, mentre l’altra metà resta nascosta ed invisibile, un sé che appare sinistramente alle spalle dell’uomo, fornendolo di un’espressione inquietante che nessuno vede, ma che occhieggia sinistra dietro di lui, quasi questo sé sia una eminenza grigia che diriga l’io apparente, quello che appare a volto intero in un fisico innocuo, ma che porta dietro di sé la propria ombra come sé dal volto contraffatto e dai piani non dichiarati, non espliciti, nascosti, ma presenti ad insaputa dell’io fisico, come il sé di quest’uomo così inoffensivo all’apparenza fosse un doppio dalle inquietanti intenzioni che l’io fisico realizzasse sia in quanto dotato consciamente di doppiezza e quindi pericolosità, sia senza neppure avvedersene e in tal modo ancora maggiormente preda dal sé alle spalle. Così nel gioco delle varie componenti della personalità espresso con maestria tecnica e simbolismo mai allegorico nelle belle tele di Daniela Savini.                                                                                                Rita Mascialino