• Artista dall’attualissima e per certi versi anche audace visione del mondo. I suoi dipinti riflettono una visione del mondo articolata e profonda, ricca di fini risvolti simbolici.  Importante tra le ulteriori prospettive artistiche presenti nella sua produzione sono la sua visione sia dell’uomo attuale la cui crisi di valori identitari essa esprime nelle sue tele raffigurando un uomo non più sicuro di sé come un tempo, sia della donna attuale che acquisisce anch’essa nell’opera della Savini  tratti psicologici non più totalmente in linea con il suo passato tradizionale.

  • Il tuo lavoro ha una contemporaneità che richiama non visioni storiche o analisi critiche, ma una lettura neuroscientifica con neuroni specchio dalla velocità di approccio superiore ai tempi di una estetica tradizionale. I lavori interessanti che ho visto non hanno rilevanza storica, non seguono una logica deduttiva, ma hanno un carattere fenomenico mediato dalla coscienza. É tutta un'altra storia!
  • Savini, che è pittrice per eccellenza della più grande crisi d’identità che abbia mai afflitto i due sessi come nell’epoca attuale; tratteggia la sua visione di un mondo che riflette la crisi dell’uomo e della donna, non più in sintonia con i valori della tradizione e nel contempo non completamente sicuri dei nuovi valori che li vedono cambiati, ma ancora non in possesso della loro nuova identità come questa si prospetta nel giungere dei tempi nuovi.

  • Daniela Savini è capace di mettere in campo nelle sue opere tutte queste domande ponendo l’uomo nudo di fronte a se stesso e al suo difficile percorso di vita. E’ una giovane testimone del suo tempo, un’età in cui sono poche le certezze, molti gli interrogativi e rare le risposte.

Recensione di Luca Manzoli -2014

Scrive Luca Manzoli (Teologo) in occasione della personale al Museo Diocesano Mantova 2014

Adottando una pittura a larga prevalenza figurativa, l'artista Daniela Savini intende sottolineare il protagonismo della persona nel mondo: è la persona ad esserne al centro (come all'origine nel progetto di Dio) ed è la persona stessa a definirne i contorni, cioè solo attraverso di lei, i suoi pensieri, sentimenti, consapevolezze possiamo avere accesso al mondo.

D'altra parte nel mondo la persona ha ormai perso i punti di riferimento sicuri e chiari che le permettevano di vedersi intera e unitaria, come un tutto ben compaginato, secondo il progetto del Creatore. Allora la persona non può che sentirsi e vedersi spezzata, come somma delle sue parti piuttosto che una unità armoniosa. E' la consapevolezza e la coscienza di tale finitezza, come si evince dalle opere, non fa altro che aggravarne la situazione, facendo sprofondare la persona in un abisso che lei stessa ha scavato.

Nelle opere è altresì evidente una volontà di denuncia volta a suscitare una reazione; Daniela sembra gridare: "tu uomo, non vuoi uscire dai limiti che tu stesso ti sei imposto e che ti costringono a vederti a "pezzi"? Non vuoi riappropriarti della tua vera identità, cioè quella dell'essere della Creazione che porta Dio ad esclamare che quanto ha fatto era, è e sarà sempre cosa molto buona (Gn 1,31)?"