• Il tuo lavoro ha una contemporaneità che richiama non visioni storiche o analisi critiche, ma una lettura neuroscientifica con neuroni specchio dalla velocità di approccio superiore ai tempi di una estetica tradizionale. I lavori interessanti che ho visto non hanno rilevanza storica, non seguono una logica deduttiva, ma hanno un carattere fenomenico mediato dalla coscienza. É tutta un'altra storia!
  • Artista dall’attualissima e per certi versi anche audace visione del mondo. I suoi dipinti riflettono una visione del mondo articolata e profonda, ricca di fini risvolti simbolici.  Importante tra le ulteriori prospettive artistiche presenti nella sua produzione sono la sua visione sia dell’uomo attuale la cui crisi di valori identitari essa esprime nelle sue tele raffigurando un uomo non più sicuro di sé come un tempo, sia della donna attuale che acquisisce anch’essa nell’opera della Savini  tratti psicologici non più totalmente in linea con il suo passato tradizionale.

  • Savini, che è pittrice per eccellenza della più grande crisi d’identità che abbia mai afflitto i due sessi come nell’epoca attuale; tratteggia la sua visione di un mondo che riflette la crisi dell’uomo e della donna, non più in sintonia con i valori della tradizione e nel contempo non completamente sicuri dei nuovi valori che li vedono cambiati, ma ancora non in possesso della loro nuova identità come questa si prospetta nel giungere dei tempi nuovi.

  • Daniela Savini è capace di mettere in campo nelle sue opere tutte queste domande ponendo l’uomo nudo di fronte a se stesso e al suo difficile percorso di vita. E’ una giovane testimone del suo tempo, un’età in cui sono poche le certezze, molti gli interrogativi e rare le risposte.

Recensione di Daniela Sogliani

Note di Daniela Sogliani per la personale al Museo Diocesano di Mantova -ottobre 2014

Quando ho iniziato a scrivere i miei appunti per Daniela ho cercato notizie sulla sua formazione professionale e artistica e mi sono accorta che, oltre il nome in comune, condividiamo lo stesso percorso: una laurea in storia dell’arte e l’interesse per l’Archivistica, la ricerca. Daniela Savini “fa ricerca” nelle sue opere e si interroga sul colore, sulla forma e sull’immagine. E’ evidente la sua convinzione che la bidimensionalità è il territorio unico in cui esprimere le proprie sensazioni e il proprio mondo. Nei suoi dipinti infatti non esiste la scena reale ma un mondo immaginario e interiore, lo spazio della coscienza come recita il titolo di questa sua mostra personale. Nelle tele di Daniela il corpo umano (meglio dire il busto dell’uomo) è protagonista e le figure che rappresenta esprimono stati profondi di passione e di sensi.

Le grandi domande sottese sono quelle esistenziali: la ragione della nostra vita, il posto che l’uomo occupa nel mondo, la sua relazione con la natura (in qualche caso compaiono cenni a un vaso di fiori o al sole nel momento del tramonto). Daniela non rende esplicite le risposte come si vede nei suoi non-titoli che alludono a un percorso di ricerca iniziato ma non certo concluso.

Daniela Savini è un’artista che esprime un’indubbia capacità tecnica nella definizione dei volti umani, quell’espressività esteriore e interiore che è la rappresentazione dell’anima o meglio dire della coscienza di ognuno di noi.

Ma che cos’è la coscienza? Spiegare questa parola comporta numerosi problemi e la storia di coloro che si sono occupati di questo tema è lunghissima, dai filosofi, agli scienziati fino ai teologi. A tal proposito mi piace qui ricordare il libro di Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI, dal titolo “L’elogio della coscienza. La verità interroga il cuore”, pubblicato nel 2009, in cui l’autore non può non ricorrere al ruolo della grazia divina quale strumento della coscienza nel cammino di ricerca della verità.

Per opposizione e inclinazioni personali cito anche una frase di Cartesio, che tutti conoscete, “cogito ergo sum” (penso dunque sono) che intende affermare che la verità scaturisce dal dubbio e non viceversa. E’ il dubbio che ci allena alla ricerca della verità e ci conduce nella via della consapevolezza del sé.

Daniela Savini è capace di mettere in campo nelle sue opere tutte queste domande ponendo l’uomo nudo di fronte a se stesso e al suo difficile percorso di vita. E’ una giovane testimone del suo tempo, un’età in cui sono poche le certezze, molti gli interrogativi e rare le risposte.