• Daniela Savini è capace di mettere in campo nelle sue opere tutte queste domande ponendo l’uomo nudo di fronte a se stesso e al suo difficile percorso di vita. E’ una giovane testimone del suo tempo, un’età in cui sono poche le certezze, molti gli interrogativi e rare le risposte.

  • Artista dall’attualissima e per certi versi anche audace visione del mondo. I suoi dipinti riflettono una visione del mondo articolata e profonda, ricca di fini risvolti simbolici.  Importante tra le ulteriori prospettive artistiche presenti nella sua produzione sono la sua visione sia dell’uomo attuale la cui crisi di valori identitari essa esprime nelle sue tele raffigurando un uomo non più sicuro di sé come un tempo, sia della donna attuale che acquisisce anch’essa nell’opera della Savini  tratti psicologici non più totalmente in linea con il suo passato tradizionale.

  • Savini, che è pittrice per eccellenza della più grande crisi d’identità che abbia mai afflitto i due sessi come nell’epoca attuale; tratteggia la sua visione di un mondo che riflette la crisi dell’uomo e della donna, non più in sintonia con i valori della tradizione e nel contempo non completamente sicuri dei nuovi valori che li vedono cambiati, ma ancora non in possesso della loro nuova identità come questa si prospetta nel giungere dei tempi nuovi.

  • Il tuo lavoro ha una contemporaneità che richiama non visioni storiche o analisi critiche, ma una lettura neuroscientifica con neuroni specchio dalla velocità di approccio superiore ai tempi di una estetica tradizionale. I lavori interessanti che ho visto non hanno rilevanza storica, non seguono una logica deduttiva, ma hanno un carattere fenomenico mediato dalla coscienza. É tutta un'altra storia!

Personale Il Pane della vita - Museo della Stampa di Soncino (CR)

manifestoA3  Cartolina Il pane della vita

Il Museo della Stampa e Associazione Pro Loco di Soncino (CR) presenta dal 24 marzo al 15 aprile 2018 la mostra personale di incisione di Daniela Savini, presentazione di Federica Vettori, storico dell'arte dell'Associazione Nazionale Incisori Contemporanei di Treviso.
In mostra verranno esposte una ventina di incisioni (inedite) disposte secondo un ordine logico che segue il discorso dell'argomento presentato che inizia con l'incisione del "pane" e terminerà con una tela ad olio "Vita". Nella teca verrà esposto anche l'ultimo libro d'artista "A te" realizzato nel 2017.
Questa mostra deve essere intesa come una prima tappa del progetto "Il pane della vita", un progetto espositivo molto più ampio composto nella sua integrità da altrettante opere su tela.

Domenica Giaco, curatrice, scrive:
"Sii affamato, prendi il pane, ritorna a casa, predica, guarisci gli altri, cura te stesso" (Monito di San Sava, da "L'ultimo pranzo", di Miodrag Pavlovic)
Quasi una "religione del pane". Perchè il pane è gesto semplice, primo. "Il Pane della Vita", è infatti il titolo che l'artista sceglie per la sua mostra, non a caso. E' la parola "pane", così antica e carica di simbologia, che reca in sé il significato di essenziale, di necessario, di semplice, quantunque il dono della sua fragranza richieda un processo lungo, faticoso, di sapienza tramandata, di cura. Il pane è veramente il simbolo della trasformazione. Il pane è la vita, e la vita è quel pane da mangiare. L'uomo è quel pane.
Immersa nel suo tempo è Daniela Savini, artista colta e sensibile, attenta all'uomo e alle tematiche che lo circondano. Lontana da qualsivoglia giudizio, è testimone-voce di un disagio esistenziale inesprimibile, perché troppo profondo e oscuro. Il suo processo creativo non è drammatico, è poetico, di grande delicatezza e attenzione. Sebbene tracci e racconti il dolore con le sue agonie, le nevrosi, i tormenti. Non ne fa denuncia, ne prende atto, lo osserva, con compassione. Perché il dolore esistenziale non è mai urlato. E' intimo, privato, muto. Si chiede: "cosa dice il corpo che la parola non dice?". Perché il corpo è la via di transito dell'inespresso. Le figure, che spesso si delineano in penombra, mostrano nella nudità dei corpi il tentativo di liberarsi dei travestimenti imposti dalla società. Savini apre stanze, con mano invisibile, si accosta e accarezza le loro vite. Quasi amore. Tenerezza. Sa che esiste anche una bellezza interiore, nascosta, soffocata dal caos esterno, inquinata dalle voci fuori e dentro quei corpi. Corpi che si aprono, nell'intenzione di manifestarsi, o si chiudono, come in un gesto di protezione, di, a loro volta, tenerezza, pudore. Espansioni e contrazioni. Un movimento che è ritmo, modulazione. Elettrocardiogramma. Quasi respiro. Se provi a stare in silenzio, puoi sentire i battiti, di quei cuori. Suggestioni generate da un chiaro richiamo dell'artista al realismo figurativo, che ci porta istintivamente a immaginare una sacralità iconografica. Figure come martiri, come santi. La stessa arte incisoria, del resto, già reca in sé l'agire della sacralità rituale. Ma la rappresentazione figurativa, che ha in sé una finalità liturgica - non necessariamente sacra - volta solitamente a costruire l'integrità, qui, mediante il ricorso di Savini alla dissolvenza, rivela, al contrario, che l'uomo è dilaniato, e che la realtà sfugge, è a pezzi. Una labilità che rappresenta la natura effimera dell'istante. L'uomo avverte la precarietà di un'unità che tende a disgregarsi nella più grande solitudine interiore. La definizione dei corpi che improvvisamente frantuma, dissolve, è come una improvvisa linea spezzata. Una disarmonia che funge da richiamo. Un invito. Guardami! Lo spettatore è coinvolto, e il corpo che dissolve tra l'essere e il non essere diventa meditazione sulla vita. Savini attraverso la sua arte induce a riflettere, a specchiarsi in quelle figure, in una ipotetica relazione di immedesimazione. Auspica una umanità consapevole di sé, della propria condizione di dolore, sì, ma che possa trovare nella relazione con l'altro e l'oltre sé, il coraggio e l'audacia della speranza. Secondo una visione vicina al pensiero di Helmuth Plessner e alle teorie dell'antropologia filosofica contemporanea, vede l'uomo riconciliato della sua doppia natura fisica e psichica e in cerca di sé, attraverso una nuova visione che deriva dal collocarsi in posizione eccentrica, distante da sé, coscienza e divenire, tra le cose del mondo. Una modalità di essere che impone di prendere in mano la propria vita, di progettare un futuro, di aprirsi a delle possibilità. Per Daniela Savini, la possibilità sono i legami. Perché l'uomo esiste veramente solo nelle relazioni e conoscersi è ri-conoscersi, trovarsi. Un processo evolutivo continuo e sofferto, in costante precarietà, tra alienazione e interazione, identificazione e differenziazione, soggettività e oggettività che in qualche modo anela a un punto fermo.

L'esposizione, verrà inaugurata il 24 marzo ore 17.00, sarà visitabile fino al 15 aprile
dal martedì al venerdì ore 10.00/12.00, sabato e festivi 10.00/13.00 e 15.00/18.00, lunedi chiuso
presso il Museo della Stampa/ Centro Studi Stampatori Ebrei Soncino, via Lanfranco 6/8, Soncino -CR
Gode del Patrocinio: Provincia di Cremona, Comune di Soncino, Museo della Stampa Soncino e Associazione Pro Loco Museo della Stampa

per info: www.museostampasoncino.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  tel. 0374/84883 - 347/3824496

http://www.csart.it/index.html?pg=28&id=855&from=5&idPg=4&idn=1633&ida=855&addthis=#.Wp68AOjOVPZ. 

http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=175072

 

Collettiva Stampa d'arte: tecniche e linguaggi, Ca’ la Ghironda – Spazio Atelier (BO)

Domenica 25 febbraio 2018 alle ore 17.00 a Ca’ la Ghironda (BO) presso lo Spazio Atelier, Locandina mostra ALI Cà Ghironda
in contemporanea con l’inaugurazione (ore 16.00) della mostra Rembrandt - Incisioni
si inaugura la collettiva degli artisti dell’ALI dal titolo “La Stampa d’arte: Tecniche e linguaggi”.
La mostra, proposta una sola volta al pubblico nel 2016 presso l’Aula Magna del Liceo Artistico Toschi di Parma, comprende 48 opere, di altrettanti artisti che documentano i linguaggi e le varie tecniche delle stampe originali contemporanee. Essa sarà anche il focus per la realizzazione di laboratori didattici aperti alle scuole e alle famiglie. Ai laboratori didattici, legati alla mostra di Rembrandt-Incisioni, parteciperanno inoltre artisti incisori, appartenenti all’ALI che proporranno delle performance sull’incisione originale calcografica e xilografica. Per le dimostrazioni di stampa calcografica verrà utilizzato un torchio Bendini presente in esposizione nello Spazio-Atelier.
La mostra, patrocinata dal Comune di Zola Predosa (Assessorato alla Cultura) e dalla Fondazione di Ca’ la Ghironda, avrà luogo fino al 2 aprile 2018.

In esposizione opere originali di:
Maria Agata Amato, Mario Benedetto, Maurizio Boiani, Fabrizio Bombino, Isabella Branella, Aldo Burattoni, Ezio Camorani, Stefano Ciaponi, Emilio Contini, Maria Corte, Nino Crociani, Sonia De Franceschi, Valeria Di Tommaso, Pilar Dominguez, Franco Donati, Gianni Favaro, Anna Ferrarini, Francesco Geronazzo, Roberta Giovannini, Stefano Grasselli, Paolo Graziani, Ugo Grazzini, Sandro Guizzardi, Fulvio Ioan, Pietro Lenzini, Arianna Loscialpo, Giovanni Mambelli, Raffaello Margheri, Silvana Martignoni, Enrica Melotti, Maurizio Muolo, Roberta Pancera, Graziella Paolini Parlagreco, Toni Pecoraro, Nicholas Perra, Nella Piantà, Luisa Porporato, Agim Sako, Liliana Santandrea, Daniela Savini, Barbara Scacchetti, Severino Spazzini, Laura Stor, Annamaria Stanghellini, Michele Stragliati, Tiziana Talamini, Elisa Tobia, Roberto Tonelli.

Ca’ la Ghironda – Spazio Atelier Via Leonardo da Vinci 19 – Ponte Ronca di Zola Predosa (Bo)
Visite: Dal martedì alla domenica 10.00-12.00 / 15.00-18.00
gli altri giorni, visite alla mostra, previo appuntamento (lunedì chiuso)
eccetto
Inaugurazione: Domenica 25 febbraio 2018 – ore 17.00

 

Collettiva Vivere la città- opere per il IX Centenario del Comune di Bologna - Sala d'Ercole di Palazzo D'Accursio (BO)

 

Il 3 novembre verrà inaugurata presso la Sala d'Ercole di Palazzo D'Accursio, a Bologna, la mostra 22279530 1527482487309814 7232409034142407847 n"Vivere la città - opere per il IX Centenario del Comune  di Bologna".
In mostra settanta opere degli artisti dell'ALI fino al 26 novembre 2017.
Accompagnerà la mostra il volume-Annuario "Vivere la città", e che verrà presentato a Palazzo D'Accursio venerdi 17 novembre 2017. Sia la mostra che l'invito alla presentazione del volume hanno ottenuto il patrocinio del Comune di Bologna. La mostra è inserita nel programma delle manifestazioni della "Festa Internazionale della Storia" e affianca la richiesta di candidatura dell'UNESCO dei Portici di Bologna quali "Patrimonio dell'Umanità".
Il volume, di circa 300 pagine, si avvale della collaborazione di storici, artisti e letterati fra i quali Rolando Dondarini, responsabile e delegato dal Comune di Bologna per le manifestazioni legate al IX Centenario.
Le copie del volume destinate ai soci sostenitori dell'ALI conterranno una incisione di Emilio Contini, uno degli ultimi allievi di Morandi ancora in attività.

video pubblicato su youtube.com

https://www.youtube.com/watch?v=7KRamaj4BhI