Recensione di Chiara Pisani - Biblioteca Teresiana 2018

Daniela Savini e il respiro del tempo

Le incisioni di Daniela Savini dedicate alla Biblioteca Teresiana sorprendono per la suggestione atmosferica che caratterizza la visione degli scorci emotivamente individuati delle due sale storiche. Sfruttando abilmente le caratteristiche di morbidezza della puntasecca su lastra in poliver, l’artista dà vita ad una visione luministica e pulviscolare degli ambienti e degli oggetti che trascende poeticamente l’oggettività della forma.

E’ sicuramente un sentimento di passione sincera a guidare i solchi incisi che nella rappresentazione analitica delle antiche scaffalature cariche di libri si animano grazie ad un raffinato gioco chiaroscurale dai profondi echi psicologici. La successione delle incisioni ricrea così, davanti agli occhi dello spettatore, un percorso evocativo ricchissimo di suggestioni culturali e simboliche che raggiunge, in alcune raffigurazioni, echi metafisici.

In questa dimensione particolare lo sguardo di Daniela riesce a focalizzarsi andando oltre la suggestione indubbia delle sale monumentali con i suoi austeri scaffali per guidarci attraverso il climax incalzante dei libri antichi e il palpitare della luce che vibra e si adagia tra le carte ingiallite, fino ad arrivare a cogliere uno spazio vitale inaspettato, un respiro diverso, remoto, animistico. Nella sua visione creativa la Biblioteca si rivela essere la porta d’accesso di una dimensione soprannaturale che si nasconde nelle carte antiche, nella sapienza nascosta dei libri, nel respiro stesso del tempo che vibra ad una frequenza che può sfuggire al visitatore superficiale e frettoloso incalzato dal ritmo frenetico di una esistenza scandita da algoritmi digitali.

Ecco che invece lo sguardo profondo dell’artista invita il visitatore a cogliere nel dettaglio della pavimentazione a scacchiera, nel gradino della scala che conduce ad uno spazio in penombra, nel lampadario che sfavilla sullo sfondo chiaroscurato della scaffalatura, nello squarcio di luce che entra dalla finestra, o ancora dall’insolito taglio prospettico e nell’ardita visione delle scaffalature, una dimensione diversa che porta verso uno spazio temporale altro, fortemente simbolico.

Le incisioni, create appositamente in occasione di questa mostra e donate alla Biblioteca per generosa volontà di Daniela Savini, appaiono dunque come un prezioso omaggio alla storica Biblioteca Teresiana che una particolare intuizione artistica riconosce come luogo in cui il Tempo, antica divinità, trova ancora oggi un vero e vivo respiro emotivo. Vero genius loci memoriae.