• Daniela Savini è capace di mettere in campo nelle sue opere tutte queste domande ponendo l’uomo nudo di fronte a se stesso e al suo difficile percorso di vita. E’ una giovane testimone del suo tempo, un’età in cui sono poche le certezze, molti gli interrogativi e rare le risposte.   R. Fiorini

  • Artista dall’attualissima e per certi versi anche audace visione del mondo. I suoi dipinti riflettono una visione del mondo articolata e profonda, ricca di fini risvolti simbolici.  Importante tra le ulteriori prospettive artistiche presenti nella sua produzione sono la sua visione sia dell’uomo attuale la cui crisi di valori identitari essa esprime nelle sue tele raffigurando un uomo non più sicuro di sé come un tempo, sia della donna attuale che acquisisce anch’essa nell’opera della Savini  tratti psicologici non più totalmente in linea con il suo passato tradizionale.  R. Mascialino

  • Incisione. Dedicata e appassionata ad argomenti e settori così importanti, preziosi. In un tempo così dinamico che tutto consuma e divora, il tuo occhio attento consegna, e custodisce, la memoria di luoghi e di simboli, di un altrove che sembra diventare lontano, e di cui ne sigilli invece il valore e la ragione del sempre. D. Giaco
  • Savini, che è pittrice per eccellenza della più grande crisi d’identità che abbia mai afflitto i due sessi come nell’epoca attuale; tratteggia la sua visione di un mondo che riflette la crisi dell’uomo e della donna, non più in sintonia con i valori della tradizione e nel contempo non completamente sicuri dei nuovi valori che li vedono cambiati, ma ancora non in possesso della loro nuova identità come questa si prospetta nel giungere dei tempi nuovi.  R. Mascialino

  • Il tuo lavoro ha una contemporaneità che richiama non visioni storiche o analisi critiche, ma una lettura neuroscientifica con neuroni specchio dalla velocità di approccio superiore ai tempi di una estetica tradizionale. I lavori interessanti che ho visto non hanno rilevanza storica, non seguono una logica deduttiva, ma hanno un carattere fenomenico mediato dalla coscienza. É tutta un'altra storia!  Nerio Rosa

Gazzetta di Mantova del 4-1-2018 Le incisioni della Savini sull’Himalaya

 

04 01 2017 gazzmn Le incisioni della Savini sullHimalaya

http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2018/01/03/news/san-giorgio-le-incisioni-della-savini-sull-himalaya-1.16307642?ref=hfmamaec-2

Vedi il progetto: Gallery - Progetto, Dry Point for Rolwaling - Puntasecca per il Rolwaling

SAN GIORGIO DI MANTOVA. È mantovana la più alta mostra d’incisioni al mondo. Partito il 12 ottobre scorso da Roma, il team italiano della spedizione “Jobo Garu 2017” ha portato nella regione nepalese del Rolwaling, in Himalaya, alcune opere dell’artista Daniela Savini, di San Giorgio. Si tratta di incisioni a puntasecca raffiguranti alcune immagini fotografiche realizzate durante le precedenti spedizioni nella remota Rolwaling.

Le opere sono state esposte nella capitale Kathmandu alla libreria Vajra Books e al Tempio di Beding, recentemente ricostruito dopo il catastrofico terremoto che colpì il Nepal nell’aprile 2015. L’esposizione delle opere a Beding permanente a 3.700 metri di altitudine è diventata la mostra di incisioni a puntasecca più alta del mondo.

La spedizione si poneva come obiettivi, in accordo con la comunità locale sherpa, la realizzazione della “Via Ferrata Drolambau Ice Fall”, a una quota compresa tra i 5000 e 5400 metri e la costruzione del più alto rifugio himalayano, a 5.800 metri sul colle Tashi Lapcha. Il rifugio fa parte del progetto “Project Austria Hut” su idea dell’ associazione no-profit StepZero.One finanziato dall’imprenditore Josef Einwaller, con l’obiettivo di sostenere l’economia prevalentemente turistica di questi territori. Sul tetto del rifugio è stata posta un tegola proveniente da una casa terremotata di Amatrice a rinforzare il gemellaggio con l’area del Gran Sasso. (fr.r.)