Il mio lavoro è il risultato della mia continua indagine sull'essere e del processo di individuazione junghiano del Sé.

2010-2018, Eccomi!, olio su tela 50 x 40 cm
Abitati da moltitudini. A volerlo, o non volerlo, succede che incontriamo qualcuno. Come la folgore improvvisa, uno squarcio. In lotta, o in amore, l'istante rivela, l'occhio che come lama é luce e lampo. Domenica Giaco

2017, olio su tela 60 x 45 cm. Trasmutazione: una morte in cui la corruzione della carne non tocca l'anima, che invece germoglia, presagio di un essere nuovo, rinnovato, ri-nato.
L'essere intimo e l'essere pubblico. Siamo carne. Nessuno status creato dalle convenzioni può negare il nostro sé intimo. La costrizione/costruzione corrode. Ma la corruzione è solo della carne, dei vestimenti. E il sé attraverso la consunzione/corruzione si apre varchi, emerge. (D. Giaco)

2011, Censura, olio e tempera su tela cm 40 x 50
selezione Rassegna Arti e Mestieri Suzzara 2013

2011, olio su tela, 50 x 70 cm
Scrive il critico d'arte Pompea Vergaro: Ella predilige le figure maschili in atteggiamenti contemporanei dove ne sottolinea la giovinezza, l'eleganza la cura dei dettagli e l'impasto armonioso tra pennellate e monocromie che intendono infondere all'intera opera armonia e senso profondo di spiritualità. In primo piano le mani tenute in atteggiamento di accoglienza, ma questo giovane uomo non ha sguardi per nessuno, è chiuso in un involucro dal quale dovrebbe liberarsene. Ma non siamo certi che vorrà farlo. Noi intanto, seguiamo il desiderio di Daniela Savini, la quale, anche se non ci lascia molte indicazioni, considerando che l'opera è senza titolo, è fiduciosa e lo comprendiamo dalle abili e armoniose pennellate che regala... (Nociglia, 10 luglio 2011)