• Artista dall’attualissima e per certi versi anche audace visione del mondo. I suoi dipinti riflettono una visione del mondo articolata e profonda, ricca di fini risvolti simbolici.  Importante tra le ulteriori prospettive artistiche presenti nella sua produzione sono la sua visione sia dell’uomo attuale la cui crisi di valori identitari essa esprime nelle sue tele raffigurando un uomo non più sicuro di sé come un tempo, sia della donna attuale che acquisisce anch’essa nell’opera della Savini  tratti psicologici non più totalmente in linea con il suo passato tradizionale.  R. Mascialino

  • Il tuo lavoro ha una contemporaneità che richiama non visioni storiche o analisi critiche, ma una lettura neuroscientifica con neuroni specchio dalla velocità di approccio superiore ai tempi di una estetica tradizionale. I lavori interessanti che ho visto non hanno rilevanza storica, non seguono una logica deduttiva, ma hanno un carattere fenomenico mediato dalla coscienza. É tutta un'altra storia!  Nerio Rosa
  • Savini, che è pittrice per eccellenza della più grande crisi d’identità che abbia mai afflitto i due sessi come nell’epoca attuale; tratteggia la sua visione di un mondo che riflette la crisi dell’uomo e della donna, non più in sintonia con i valori della tradizione e nel contempo non completamente sicuri dei nuovi valori che li vedono cambiati, ma ancora non in possesso della loro nuova identità come questa si prospetta nel giungere dei tempi nuovi.  R. Mascialino

  • Incisione. Dedicata e appassionata ad argomenti e settori così importanti, preziosi. In un tempo così dinamico che tutto consuma e divora, il tuo occhio attento consegna, e custodisce, la memoria di luoghi e di simboli, di un altrove che sembra diventare lontano, e di cui ne sigilli invece il valore e la ragione del sempre. D. Giaco
  • Daniela Savini è capace di mettere in campo nelle sue opere tutte queste domande ponendo l’uomo nudo di fronte a se stesso e al suo difficile percorso di vita. E’ una giovane testimone del suo tempo, un’età in cui sono poche le certezze, molti gli interrogativi e rare le risposte.   R. Fiorini

Alter Ego – forme e idee dell’arte grafica in Romania e in Italia, Biblioteca Statale “Stelio Crise”- Trieste

Alter Ego – forme e idee dell’arte grafica in Romania e in Italia locandina web
Biblioteca Statale “Stelio Crise”, Largo Papa Giovanni XXIII, 6 – Trieste
Inaugurazione: sabato 7 aprile ore 11
Aperta fino al 28 aprile
orari: dal lunedì al venerdì 10-18.30, sabato 10-13.30 – domenica e festivi chiuso. Ingresso libero
L’Associazione Nazionale Incisori Contemporanei ritorna per la quarta volta in Venezia Giulia, la prima volta a Trieste alla Biblioteca Statale “Stelio Crise”.
Arriva a Trieste con la mostra “Alter Ego – forme e idee dell’arte grafica in Romania e in Italia” frutto della collaborazione tra l’Associazione italiana e Tribuna Graphic di Cluj, Romania.
Un’anteprima di questa mostra ha avuto luogo nella sede dell’Associazione di Villa Benzi Zecchini di Caerano di San Marco (Treviso) nel settembre del 2016 dove furono esposte le sole opere dei venti artisti romeni, mentre a Trieste saranno esposte anche le opere di venti artisti italiani membri dell’Associazione. Ottanta opere (due per ciascun artista) realizzate per la maggior parte con le classiche tecniche dell’incisione in cavo o in rilievo e alcune che sono frutto di sperimentazioni con i più diversi materiali o realizzate con tecniche digitali.
Ancora una volta un interessante confronto tra due scuole diverse che sarà senza dubbio apprezzato dal pubblico, così come sono stati apprezzati quelli che l’Associazione ha proposto finora tra la scuola italiana e quella di altri Paesi tra cui il Giappone, l’Argentina, la Bulgaria e la Macedonia, l’Irlanda. Questo evento di Trieste sarà riproposto a luglio di quest’anno al Museo d’Arte di Cluj, Romania.

Artisti in mostra per l’Italia: Debora Antonello, Eva Aulmann, Roger Benetti, Gianna Bentivenga,
Sandro Bracchitta, Paolo Ciampini, Graziella Da Gioz, Giovanni Dettori, Gino Di Pieri, Vincenzo
Gatti, Francesco Geronazzo, Erico Kito, Gabriella Locci, Stefano Luciano, Raffaello Margheri, Guido Navaretti, Daniela Savini, Gianfranco Schialvino, Francesco Sciaccaluga, Gianni Verna
per la Romania: Jakab Ábrahám, Marieta Besu, Anca Boeriu, Eugen Dornescu, Suzana Fântânariu, Gyöngyvér Horváth, Ibrahima Keita, Marina Nicolaev, Cristian Opriş, Ştefan Orth, Ovidiu Petca, Mircea Popescu, Adrian Sandu, Ferenc Siklódy, Atena-Elena Simionescu, Călin Stegerean, Géza Székely, Ovidiu Tarţa, Adrian Timar, Mihail Voicu

Sogno di un'ombra - Incisori Contemporanei, Spazio LOC a Capo d'Orlando

Dal 17 marzo al 15 aprile locandina spazio loc incisori contemporanei2018
Si inaugurerà Sabato 17 marzo alle ore 19:00 presso lo Spazio LOC di via del Fanciullo a Capo d'Orlando, la mostra SOGNO DI UN'OMBRA a cura di Andrea Guastella.
Un progetto di Antonio Luciano Rossetto e Giacomo Miracola realizzato grazie ad una collaborazione tra l'Associazione Incisori Contemporanei e l'Assessorato ai Beni Culturali del Comune di Capo d'Orlando, la mostra ospita 18 artisti tra i più significativi della grafica d'arte contemporanea, riuniti per la prima volta allo Spazio Loc con una selezionata scelta delle loro opere, per raccontare la scoperta della bellezza del nostro paesaggio sulle tracce dell'incanto delle tecniche grafiche.
Le tecniche tradizionali dell'incisione, acquaforte, acquatinta, puntasecca, bulino, si affiancano a soluzioni e materiali innovativi oggetto di continui e studi e sperimentazioni, coinvolgendo artisti differenti per stile, carattere ed esperienze, uniti però dall'utilizzo del linguaggio incisorio e dalla qualità artistica delle stampe prodotte. Questa mostra, nella varietà delle opere che spaziano dal figurativo all'astratto, offrirà al pubblico una panoramica sul modo in cui si interpreta la grafica d'arte in Italia

Artisti partecipanti: Debora Antonello, Silvia Braida, Dario Delpin, Gino Di Pieri, Fernando Di Stefano, Pier Giacomo Galuppo,Vincenzo Gatti, Umberto Giovannini, Mario Guadagnino, Vittorio Manno, Elena Monaco, Guido Navaretti, Claudio Olivotto, Antonio Pesce, Angelo Rizzelli, Daniela Savini, Gianfranco Schialvino, Francesco Sciaccaluga
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Personale Il Pane della vita - Museo della Stampa di Soncino (CR)

manifestoA3  Cartolina Il pane della vita

Il Museo della Stampa e Associazione Pro Loco di Soncino (CR) presenta dal 24 marzo al 15 aprile 2018 la personale Il pane della vita, a cura di Domenica Giaco e Federica Vettori, storico dell'arte dell'Associazione Nazionale Incisori Contemporanei di Treviso.
In mostra verranno esposte una ventina di incisioni (inedite) disposte secondo un ordine logico che segue il discorso dell'argomento presentato che inizia con l'incisione del "pane" e terminerà con una tela ad olio "Vita". Nella teca verrà esposto anche l'ultimo libro d'artista "A te" realizzato nel 2017.
Questa mostra deve essere intesa come una prima tappa del progetto "Il pane della vita", un progetto espositivo molto più ampio composto nella sua integrità da altrettante opere su tela.

Domenica Giaco, scrive:
"Sii affamato, prendi il pane, ritorna a casa, predica, guarisci gli altri, cura te stesso" (Monito di San Sava, da "L'ultimo pranzo", di Miodrag Pavlovic)
Quasi una "religione del pane". Perchè il pane è gesto semplice, primo. "Il Pane della Vita", è infatti il titolo che l'artista sceglie per la sua mostra, non a caso. E' la parola "pane", così antica e carica di simbologia, che reca in sé il significato di essenziale, di necessario, di semplice, quantunque il dono della sua fragranza richieda un processo lungo, faticoso, di sapienza tramandata, di cura. Il pane è veramente il simbolo della trasformazione. Il pane è la vita, e la vita è quel pane da mangiare. L'uomo è quel pane.
Immersa nel suo tempo è Daniela Savini, artista colta e sensibile, attenta all'uomo e alle tematiche che lo circondano. Lontana da qualsivoglia giudizio, è testimone-voce di un disagio esistenziale inesprimibile, perché troppo profondo e oscuro. Il suo processo creativo non è drammatico, è poetico, di grande delicatezza e attenzione. Sebbene tracci e racconti il dolore con le sue agonie, le nevrosi, i tormenti. Non ne fa denuncia, ne prende atto, lo osserva, con compassione. Perché il dolore esistenziale non è mai urlato. E' intimo, privato, muto. Si chiede: "cosa dice il corpo che la parola non dice?". Perché il corpo è la via di transito dell'inespresso. Le figure, che spesso si delineano in penombra, mostrano nella nudità dei corpi il tentativo di liberarsi dei travestimenti imposti dalla società. Savini apre stanze, con mano invisibile, si accosta e accarezza le loro vite. Quasi amore. Tenerezza. Sa che esiste anche una bellezza interiore, nascosta, soffocata dal caos esterno, inquinata dalle voci fuori e dentro quei corpi. Corpi che si aprono, nell'intenzione di manifestarsi, o si chiudono, come in un gesto di protezione, di, a loro volta, tenerezza, pudore. Espansioni e contrazioni. Un movimento che è ritmo, modulazione. Elettrocardiogramma. Quasi respiro. Se provi a stare in silenzio, puoi sentire i battiti, di quei cuori. Suggestioni generate da un chiaro richiamo dell'artista al realismo figurativo, che ci porta istintivamente a immaginare una sacralità iconografica. Figure come martiri, come santi. La stessa arte incisoria, del resto, già reca in sé l'agire della sacralità rituale. Ma la rappresentazione figurativa, che ha in sé una finalità liturgica - non necessariamente sacra - volta solitamente a costruire l'integrità, qui, mediante il ricorso di Savini alla dissolvenza, rivela, al contrario, che l'uomo è dilaniato, e che la realtà sfugge, è a pezzi. Una labilità che rappresenta la natura effimera dell'istante. L'uomo avverte la precarietà di un'unità che tende a disgregarsi nella più grande solitudine interiore. La definizione dei corpi che improvvisamente frantuma, dissolve, è come una improvvisa linea spezzata. Una disarmonia che funge da richiamo. Un invito. Guardami! Lo spettatore è coinvolto, e il corpo che dissolve tra l'essere e il non essere diventa meditazione sulla vita. [...]


L'esposizione, verrà inaugurata il 24 marzo ore 17.00, sarà visitabile fino al 15 aprile
dal martedì al venerdì ore 10.00/12.00, sabato e festivi 10.00/13.00 e 15.00/18.00, lunedi chiuso
presso il Museo della Stampa/ Centro Studi Stampatori Ebrei Soncino, via Lanfranco 6/8, Soncino -CR
Gode del Patrocinio: Provincia di Cremona, Comune di Soncino, Museo della Stampa Soncino e Associazione Pro Loco Museo della Stampa

per info: www.museostampasoncino.it Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  tel. 0374/84883 - 347/3824496

http://www.csart.it/index.html?pg=28&id=855&from=5&idPg=4&idn=1633&ida=855&addthis=#.Wp68AOjOVPZ. 

http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=175072